Trascurare il partner per il cellulare ha un nome: è “phubbing” !

phubbing

Il phubbing è un mobbing di coppia, subìto dal compagno o dalla compagna di chi ritiene sia meglio spendere del tempo con il proprio cellulare invece che col proprio partner.

Il colpevole è lo smartphone, un oggetto diventato oramai insostituibile, che si infila tra la coppia anche nei momenti più intimi o più complici, come confermato da uno studio dell’Università di Baylor, in Texas.

Il moderno “terzo incomodo”, mette in crisi le coppie, ma non si tratta di un amante in carne e ossa.

È il terzo lato di un triangolo, dotato di discrezione, leggero, sottile e colorato, ma capace di rovinare una relazione d’amore, che si fa sentire anche se non squilla.

Si fa sentire, ma – soprattutto – si fa guardare. Spesso senza sosta.

Gli effetti psicologici del phubbing sul partner

Non si tratta soltanto di dipendenza da un oggetto, ma rappresenta un forte segnale psicologico: è il messaggio, neanche troppo velato, che si preferisce la compagnia del proprio smartphone a quella del partner.

In pratica, il messaggio che stiamo inviando al nostro compagno o compagna è che una notifica su Facebook, un nuovo follower su Twitter, o un messaggio ricevuto in un gruppo di amici sia troppo importante nella nostra scala di priorità e di valori.

L’impulso di vedere i dettagli di una notifica, è più forte di tutto il resto.

Anche del partner che magari è li di fronte a noi, sullo sfondo della nostra visuale mentre osserviamo lo schermo dello smartphone.

Subire l’esclusione da phubbing è anche collegato ad un indebolimento del proprio benessere psicologico.

Infatti chi viene escluso più spesso per questi atteggiamenti ha fatto registrare più elevati livelli di stress e depressione.

Cosa significa la parola phubbing?

Tutto questo ha tecnicamente un nome, a partire dal 2013: si chiama “partner phubbing”.

La parola phubbing deriva dall’unione di due parole inglesi, “snubbing” (snobbare) e “phone” (telefono).

Chi è affetto da phubbing, trascura costantemente la persona (o le persone) con cui si è in compagnia, non importa in quale momento e in quale occasione, perché la notifica del telefono cellulare è ritenuta più importante di qualsiasi altra cosa.

LEGGI ANCHE:  Obesità e malattie reumatiche

Lo studio della Baylor University del Texas

Uno studio della Baylor University del Texas, pubblicato su “Computers in Human behavior”, ha dimostrato che quasi la metà degli intervistati ha ammesso di essere stata vittima di phubbing.

La ricerca ha evidenziato come più del 30% del campione intervistato ritiene di non ricevere le giuste attenzioni dal partner, e almeno nel 20% dei casi gli intervistati hanno ammesso che il loro rapporto è incrinato dal telefono perennemente nelle mani del compagno o della compagna.

Contrariamente a quel che avveniva prima dell’avvento degli smartphone, la causa non è tanto la gelosia o i sospetti, ma la sensazione di tristezza e di inquietudine che deriva dal sentirsi trascurati e lasciati soli.

Ne deriva che il problema non è tanto un like messo sotto la foto della ragazza o del ragazzo sbagliato, ma il senso di inadeguatezza che scaturisce dal vedersi strappare via il partner non appena la conversazione langue.

Questo accade perché chi preferisce lo smartphone al compagno in carne e ossa, si illude di possedere una rete di relazioni più ampia di quella riscontrabile nella realtà, fatta di ammiratori virtuali, di seguaci e di likers che sanno gratificare chi pratica il “partner phubbing”.

Secondo due ricercatori dell’Università di Baylor, l’impatto che il phubbing ha sulla relazione di coppia merita una definizione specifica: essa non è infatti dipendenza da connessione, non è ansia, non è insonnia da social.

Il phubbing si può misurare?

Il phubbing è un problema che si può misurare in “visibilità del telefono”, ed è evidenziato dal fatto che si tenga il cellulare in un posto ben visibile quando siamo insieme ad altre persone, oppure lo si tiene in mano costantemente, o ancora una pausa anche di pochi secondi nell’interazione con altri esseri umani si trasforma nell’occasione di consultare lo smartphone.

L’effetto finale è che per la maggior parte del tempo sembra che sia la conversazione reale a interrompere la chat, e non il contrario.

LEGGI ANCHE:  Dolore in odontoiatria, cause sintomi e rimedi dei dolori ai denti.

Gli studiosi americani hanno ben descritto questa prospettiva rovesciata, nel titolo – inequivocabile – che danno alla loro ricerca: “La mia vita è diventata una distrazione dal mio cellulare”.

Il cellulare sta influenzando sempre più ogni aspetto della nostra vita

Anche senza arrivare all’estremo dell’internet addiction disorder (disordine da dipendenza da internet), o alla nomofobia (sindrome da disconnessione, che negli Stati Uniti affligge un terzo della popolazione), lo smartphone sta modificando in maniera profonda le nostre abitudini.

Una indagine eseguita negli Stati Uniti da Harris Interactive su un campione di 2000 utenti, evidenza che:

  • il 20% utilizza il telefono anche durante (o subito dopo) le effusioni con il partner
  • il 40% confessa di utilizzare lo smartphone anche in bagno
  • il 30% lo utilizza mentre è a tavola con altre persone
  • il 60% dichiara che non fa passare 60 minuti senza controllare le notifiche del proprio cellulare

Oggi le possibilità di comunicare sono infinite, e c’è sempre una foto che vale la pena di essere postata sui social o salvata sul nostro cellulare, prima ancora di aver visto quello che la natura ci offre realmente, o prima di aver sentito ciò che le persone in nostra compagnia ci vogliono dire.

Troppe mani oramai stringono uno smartphone, e raramente sono impegnate a stringere la mano della persona che ci sta accanto.

Come combattere il phubbing

Ma come fare a rispettare gli altri (e anche se stessi) ?

Il consiglio degli esperti è di stabilire zone libere da smartphone, da rispettare insieme a orari specifici.

Quindi no all’uso dopo cena, no all’uso in camera da letto, no quando si esce con un amico o una amica (se non per una vera e reale emergenza).

E se proprio non riuscite a controllare l’istinto di consultazione frenetica, potete scaricare qualche app utile a monitore l’uso del cellulare: Break free, Moment o Quality Time in questo caso possono fare al caso vostro.

Articoli correlati

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.