Voce allo psicologo: cosa sono le dipendenze patologiche

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Dottoressa Serenella Feduzi, psicologa e psicoterapeuta del Centro San Nicola, che cosa sono le dipendenze?

La dipendenza è a tutti gli effetti una condizione patologica che genera una ossessione compulsiva. Chi ne soffre, infatti, è quasi vittima di una ossessione di cui non riesce a liberarsi: che si tratti di gioco d’azzardo, di droga o di alcol, non si riesce a resistere al desiderio di ripetere l’esperienza di cui si sente la mancanza. Chi è affetto da una dipendenza non ha più bisogno di una specifica motivazione per concedervisi: lo fa sia quanto sta male che quando sta bene, perché quella che deve essere soddisfatta è un’urgenza.

Ringraziamo la Dottoressa Serenella Feduzi, psicologa e psicoterapeuta del San Nicola – centro specializzato in cura delle dipendenze – per averci aiutato a comprendere meglio questa patologia:

Quali sono le ripercussioni delle dipendenze sul piano della vita quotidiana e della vita sociale?

L’esistenza di chi ha a che fare con una dipendenza gira unicamente attorno all’uso della sostanza. Il problema è che nella maggior parte dei casi si tratta di un uso solitario, che avviene di nascosto o in segreto, quasi che il soggetto sia consapevole dello stigma sociale che il suo comportamento determina. Nonostante ciò, tuttavia, il soggetto non vuole ammettere di essere malato né è disponibile ad accettare di avere un grave problema: si rende protagonista di un atteggiamento di negazione, sia verso gli altri che nei confronti di sé stesso.

Quali sono le peculiarità più importanti della natura patologica di una dipendenza?

Senza dubbio l’illusione di controllo è una delle più frequenti e, al tempo stesso, pericolose. Il soggetto, infatti, crede di essere in grado di smettere quando ne avrà voglia. Il problema è che non ne avrà mai voglia. Non solo: la persona che ha una dipendenza ritiene di essere l’unica a sapere che cosa sia necessario fare. I vuoti di memoria sono un’altra costante delle dipendenza: non ci si ricorda di episodi in cui ci si è comportati male, per esempio rendendosi protagonisti di atti di violenza, sia verbale che fisica.

Come si concretizza l’assenza di controllo nelle persone che combattono una dipendenza?

Per i ludopatici, si gioca più di quel che si era programmato di fare; per chi è dipendente da una sostanza, se ne consuma più del previsto. Ciò accade perché non si ha la capacità di controllare non solo la quantità di sostanza che si assume, ma nemmeno la quantità di tempo che si dedica a tale assunzione. Senza dimenticare, ovviamente, la mancanza di consapevolezza relativa alla spesa economica. In pratica, è come se la persona arrivasse a giocare, a bere o a drogarsi contro la propria razionalità, contro il proprio volere e contro il proprio pensiero. Dal punto di vista fisiologico, questo succede perché con l’aumentare delle dosi l’organismo necessita di quantità sempre più alte per provare l’effetto di euforia vissuto all’inizio.

Perché ci si lascia assuefare da una dipendenza?

Le motivazioni possono essere molteplici: da un lato l’attività e la sostanza a cui ci si dedica regalano una sensazione di piacere o comunque hanno un effetto calmante; dall’altro lato si tenta di anestetizzare un certo tipo di disagio, che può essere di natura fisica o psicologica. Si ricade nella dipendenza perché ci si sente depressi o ansiosi, perché si ha mal di testa, perché si è in preda alla confusione, e così via.

Quali sono i principali danni che derivano da una dipendenza?

I danni riguardano ogni sfera della vita quotidiana, da quella lavorativa a quella spirituale, da quella mentale a quella relazionale. Dal punto di vista del fisico, le conseguenze possono essere rappresentate da allucinazioni e paranoie, ma anche da problemi di cuore e danni a livello del fegato. A seconda delle dipendenze, poi, ci si può imbattere in stati di insonnia, problemi intestinali, collassi, disfunzioni sessuali, problemi ai denti. Senza dimenticare il rischio di incidenti stradali o di infortuni sul lavoro dovuti a uno stato di salute precario.

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