Elettroterapia ed elettrostimolazione: ecco quali benefici offrono al corpo

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Quando parliamo di elettroterapia facciamo riferimento a quell’insieme di tecniche che mettono al centro l’impiego della corrente elettrica a scopo terapeutico. E’ stata l’invenzione dei primi dispositivi elettromedicali nell’Ottocento a dare il via a quella che può essere definita una vera e propria rivoluzione nel settore. Ma in che cosa consiste l’elettroterapia? Si tratta dell’applicazione di impulsi elettrici alternati a livello locale (elettrostimolazione) oppure continui (si parla di jonoforesi) con l’obiettivo di ottenere un effetto terapeutico. Si fanno passare attraverso determinate zone o parti del corpo correnti elettriche con caratteristiche ben precise, che vengono scelte ovviamente in base allo specifico scopo da raggiungere.

Il boom di questa tecnica nel settore dello sport e dell’estetica

L’elettroterapia è nata negli anni Settanta con finalità fisioterapiche e riabilitative, oggi però è ampiamente utilizzata anche in altri settori come quello estetico (linfodrenaggio e dimagrimento) e appunto quello sportivo. Nel primo l’elettrostimolatore è in genere abbinato a una fascia o cintura addominale e si usa per ottenere un dimagrimento oppure per rassodare la pelle e contrastare gli inestetismi della cellulite (viene favorita dalla contrazione dei muscoli infatti la lipolisi). Ma l’elettroterapia per lo sport è sempre più attuale anche come tecnica utile al veloce ripristino e al miglioramento della forma fisica degli atleti. In questo contesto serve per migliorare il tono muscolare e per completare la preparazione atletica. Questa tecnica è in grado di favorire infatti la potenza della fibra muscolare, inoltre protegge il sistema muscolo-tendineo e alla fine di uno sforzo contribuisce a defaticare il muscolo.

Come funziona l’elettrostimolazione: le cose da sapere

Vengono prodotti dall’elettrostimolatore una serie di micro impulsi elettrici con bassa frequenza il cui obiettivo è la stimolazione dei muscoli affinché si contraggano. Ecco perché si devono posizionare correttamente gli elettrodi sulla specifica parte del corpo sulla quale si ha intenzione di agire. Viene utilizzato per l’elettrostimolazione uno strumento ben preciso, ovvero l’elettrostimolatore. E’ infatti quest’ultimo che è deputato alla stimolazione delle contrazioni muscolari attraverso il rilascio di impulsi elettrici. Com’è possibile tutto questo? Gli elettrodi in precedenza applicati sul nostro corpo vanno a generare un campo elettrico che può raggiungere le placche motrici, stimolando in questo modo la contrazione del muscolo.

Bisogna ricercare i meccanismi d’azione delle correnti di stimolazione direttamente nell’attività muscolare che sono in grado di produrre. Le correnti possono produrre una contrazione dei muscoli che è del tutto simile a quella che viene prodotta per mezzo dell’attività nervosa. Se le contrazioni vengono ripetute nel corso del tempo, seguendo uno schema calibrato sul fisico della persona, si possono rapidamente ottenere dei risultati per quanto riguarda sia l’aumento che il recupero del tono muscolare. Provvedere all’allenamento della sola contrazione muscolare, senza allenare anche il resto del sistema, può essere utile quando non sia consentito il carico. Questo perché in tal modo si può evitare una perdita di tono eccessiva. Ad ogni modo, tutto ciò resta da scoraggiare nel caso in cui sia possibile ricorrere a un movimento di tipo attivo.

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