3 domande sul mondo della subacquea: dalla salute al buon senso

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Se amate il mare e vi sentite molto “acquatici” il mondo delle immersioni vi farà sentire proprio come a casa! Frequentare un corso di sub è un’esperienza bellissima ma richiede molta “testa”. Certo, perché oltre a frequentare il corso per subacquei che vi darà tutte le nozioni per praticare le immersioni ricreative in piena sicurezza, fare il sub vuol dire avere un’etica ed un modo di comportarsi ben definito: per sé per gli altri e per l’ambiente.

Insieme allo staff di Life Academy che propone corsi di sub a Udine e provincia cercheremo di rispondere ad alcune domande molto frequenti poste da coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo della subacquea.

Un subacqueo può fumare?

Il fumo lo sappiamo è una pessima abitudine, ma nel caso della subacquea gli effetti (oltre quelli nel lungo periodo) si notano nel breve termine in quanto i polmoni vengono sollecitati a livello alveolare. Il fumo rende difficoltoso il lavoro delle cilia, incrementa la produzione di muco e può causare una tosse duratura. Gli irritanti presenti nel fumo in aggiunta provocano un’ipersensibilità delle vie aeree e fanno calare le performance durante lo sforzo fisico. Tale ipersensibilità sommata al fisiologico effetto bronco costringente della nicotina, può portare a conseguenze da non sottovalutare, per esempio potrebbero crearsi delle sacche d’aria intrappolate nei polmoni che nella fase di risalita potrebbero portare a rotture alveolari con il rischio di embolia. Inoltre l’impatto negativo sui capillari alveolari danneggiati dalla nicotina, potrebbe portare ad un inefficiente scambio gassoso a livello alveolare rendendo più probabile il rischio di malattia da decompressione.

Si può praticare subacquea con malattie respiratorie?

Per quanto il parere di un medico risulta sempre più competente rispetto a quello di altri tipi di professionisti, quando decidi di frequentare un corso di subacquea ti viene chiesto se hai o hai avuto le seguenti patologie respiratorie.

  • asma, o respirazione rumorosa a riposo o dopo l’esercizio fisico?
  • frequenti o gravi attacchi di febbre da fieno o allergia? frequenti raffreddori, sinusiti o bronchiti?
  • qualsiasi forma di malattia dei polmoni? Un pneumotorace (polmone collassato)?

Queste sono le domande tipiche che vengono proposte nel questionario medicale della Padi (Professional Association of Diving Instructors). Il motivo per cui vengono posti questi quesiti è il fatto che qualsiasi lesione o processo che impedisca il flusso di aria dai polmoni mette a rischio il sub di sovra distensione polmonare. In altre parole l’ari potrebbe non farcela ad uscire dai polmoni e risalendo potrebbe espandersi causando la lacerazione rottura degli alveoli con il rischio che si verifichi un’embolia polmonare.

Cosa mangiare prima di un’immersione?

Molti subacquei tendono a non fare colazione al mattino per essere più scattanti e leggeri, ma questo rappresenta un errore soprattutto perché durante l’immersione le calorie bruciate sono molte, le stesse calorie che servono a mantenere caldo il corpo. Inoltre durante l’attività sott’acqua lo sforzo fisico è più intenso ed è quindi fondamentale assumere proteine e cibi proteici al fine di poter ricostruire le masse muscolari e garantirsi la corretta funzione dei muscoli. La colazione dovrà quindi essere leggere ed includere magari yogurt, cereali pane tostato uova o frutta. Sono tutti alimenti altamente energetici, con il giusto apporto di calorie pronto a trasformarsi in energia. È comunque opportuno non eccedere con le proteine onde evitare di andare incontro a problemi di disidratazione. Il contributo giornaliero di proteine dovrebbe essere di 0,8 grammi di proteine per kilogrammo corporeo. Inutile dire che una colazione troppo abbondante potrebbe causare mal di mare o malori di stomaco.

L’idratazione è estremamente importante soprattutto se costituita da acqua e succhi di frutta. Da evitare i cosiddetti drink energetici, che molto spesso sono vere e proprie bombe caloriche oltre ad apportare un contributo di Sali spesso superfluo. Da evitare anche caffè e bevande alcoliche che grazie al loro potere diuretico possono contribuire a fenomeni di disidratazione.

Anche il latte sarebbe da limitare al massimo, poiché la sua digestione è molto complessa e richiede tempi lunghi, soprattutto se abbinato con cibi solidi. Tra un’immersione e l’altra è possibile concedersi uno snack, ma assicurandosi di aver mangiato almeno 2 ore prima di immergersi. Immergersi subito dopo aver mangiato potrebbe causarvi leggeri malesseri o crampi. Life Academy consiglia, banane, barrette energetiche, barrette ai cereali, yogurt o frutta. La banana grazie al suo ricco apporto di potassio terrà anche lontano i crampi.

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